BESTIARIO
Luogo: dimora di via Provvidenza – Serra de’ Conti

Ore 20 – Apertura Dimora e momento conviviale sul prato con cestino gourmet a cura de La Bona Usanza (necessaria prenotazione al numero +39 348 121 7242 e ricordate di portare una copertina/telo per star più comodi)
Su modalità di partecipazione, indicazioni per arrivare alla casa, contributo per la serata, costo del cestino gourmet, trovate tutte le INFO QUI



Incursioni a sorpresa

FESTINO

di Adriano Banchieri (Bologna 1567 – 1634)

con il Coro “Francesco Tomassini” di Serra de’ Conti

Il Festino (1608) di Adriano Banchieri è uno dei primi madrigali rappresentativi del Seicento e il Coro “Francesco Tomassini” di Serra de’ Conti ce lo ripropone in occasione de l’altra fedora 2019. Ispirato alle situazioni della commedia dell’arte, ne incarna lo spirito popolaresco e un po’ grottesco. Mescolanza di canto e recitazione, fusione fra parodia e raffinatezza compositiva, nel Festino si incontrano colorite liriche di Rinuccini (il paroliere di Monteverdi), buffi dialoghi in veneziano, popolaresche grida da mercato bolognese. Nel beffarsi di molti linguaggi musicali allora in voga, Banchieri ci presenta, fra le tante invenzioni, un’imitazione di animali che improvvisano un “contrappunto bestiale” su un “cantus firmus”…

Coro “Francesco Tomassini” di Serra de’ Conti

Fondato nel 1980, il Coro “Francesco Tomassini” di Serra de’ Conti (AN) è uno dei più rinomati e preparati cori del panorama italiano. Si esibisce sia in Italia che all’estero, è composto da circa 30 cantori ed è affiancato da un coro di voci bianche di età dai 4 ai 12 anni. Dal 2001 è diretto dal Maestro Mirco Barani, eccellenza del territorio riconosciuta anche all’estero, la cui bacchetta guida con sapienza diverse formazioni.

Il Coro ha all’attivo diverse importanti incisioni, tra cui quelle dedicate alle composizioni di Francesco Tomassini (musicista serrano scomparso prematuramente a cui il Coro rende omaggio assumendone il nome).

Il repertorio esplorato spazia da quello polifonico classico e moderno a quello lirico-sinfonico. Tra i numerosi concerti realizzati, segnaliamo la Messa da Requiem di Mozart, il Gloria in Re maggiore RV 589 di Vivaldi, la Petite Messe Solennelle di Rossini, i Carmina Burana di Orff. Propone inoltre spettacoli teatral-musicali come quello dedicato alla Grande Guerra.



Ore 21,15

FIERE

Con: Lucia Gerini, Federico Giacani, Maria Iaquaniello, Anna Resta, Pier Paolo Vernuccio.

Anime fiere. Parti di un essere animale, forza che si libera in cinque storie, cinque bestie fatte di: costrizione, dipendenza, impulsività, ribellione e rinascita. Questo gruppo di performer marchigiani propone a l’altra fedora 2019 una riflessione sulle bestie che ci abitano e il ruolo che hanno nel nostro quotidiano, nel nostro modo di relazionarci: le dominiamo o ne siamo dominati? È nascondiglio o mostrare l’essenza? Indagare dove risiede e vive la nostra parte bestiale, quanto il nostro vivere tende ad addomesticarla, cosa ci spinge a cambiare, a trasformarci, a superare e andare oltre. Paura e risorsa, istinto. Rammentare e rivendicare il proprio essere, riappropriarsi di uno stato di libertà. Non avere inibizioni. Siamo tenebra e luce.

I performer

I performer in scena sono parte di un gruppo, formatosi dopo l’esperienza di H-ortus _ Laboratorio di ricerca e scrittura coreografica, durato due anni dal 2016 al 2018, composto da persone che arrivano da diversi percorsi artistici e professionali. Anna Resta danzatrice, performer, insegnante, coreografa, danza movimento terapeuta; Federico Giacani performer, terapista reiki, educatore domiciliare e collaboratore presso Ass. Lisca; Lucia Gerini danzatrice in formazione presso OCDP Oliva Contemporary Dance Project – Verona; Maria Iaquaniello architetto, performer; Pier Paolo Vernuccio performer, operatore teatrale in formazione presso S.E.T.E. A.T.G.T.P.



Ore 21,45

A METÀ DELLA NOTTE

Con Marco Bonadei

Drammaturgia: Aureliano Delisi
Regia: Chiara Ameglio, Marco Bonadei, Vincenzo Zampa
Collaborazione alla regia: Alessandro Frigerio
Voci registrate: Marta Pizzigallo, Daniele Marmi, Giacomo Ferraù
Luci: Fabio Bozzetta
Suono: Luca De Marinis
Scene e costumi: Saverio Assumma De Vita, Gaia Crespi

“Un oggetto utile, il cellulare. Ma non utile quanto una coda prensile. Purtroppo quella non ce l’ho. Non utile quanto una buona strategia evolutiva. Su quella ci sto lavorando. Non ci si evolve mai per caso. Ci si lavora su. Un pezzo alla volta.”

George, la scimmia che fuma, colui che ha compiuto la grande traversata, il primate schiavo del consumo, l’uomo chiuso nella gabbia delle sue contraddizioni, ci osserva e si lascia osservare; è diviso tra parte animale e coscienza acquisita, forze in lotta che frenano la sua evoluzione.
Uno studio sull’uomo e sul primate, dove George dialoga con se stesso e con i suoi simili nel tentativo di risolvere il suo problema: la vita lo mette costantemente difronte a una scelta, dover valutare costi e benefici, rinunciare a qualcosa che sembra irrinunciabile, assumersi delle responsabilità.

Lo spettacolo – elaborato in residenza invernale anche a l’altra fedora 2019 e ora presentato nell’ambito della rassegna estiva – torna a esplora l’uomo e la sua creatività senza limiti, l’uomo in possesso di quegli strumenti, così potenti da renderlo “libero” e così complessi da renderlo schiavo. Il lavoro indaga il mondo dei nostri cugini, le scimmie antropomorfe, e quello che abbiamo in comune; un mezzo per affrontare nella forma più primitiva e primigenia temi quali: empatia, coscienza di sé, percezione del tempo che scorre, comunicazione, linguaggio e quella “soluzione creativa” che media fra l’adattamento sociale dell’individuo, le sue emozioni e i suoi istinti.

Marco Bonadei

Attore diplomato nel 2009 alla Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino. Lavora con Elio De Capitani, Ferdinando Bruni, Daniele Salvo, Mauro Avogadro, Marcela Serli, Daniele Pecci, Peppe Barra. Nel 2011 vince il premio UBU attore under 30 per lo spettacolo The History Boys di Alan Bennet. Per il grande e piccolo schermo è diretto da Antonello Grimaldi, Francesco Patierno, Monica Vullo e Alexis Sweet. Crea nel 2010 il format teatrale “Il Menu della poesia”. Sviluppa parallelamente lo studio della maschera e della Commedia dell’arte.

Chiara Ameglio

Danzatrice e performer diplomata nel 2009 alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Fondamentali gli incontri con Maria Consagra, Yoshito Ohno (Danza Butoh), Susanne Linke, Lucinda Childs, Cesare Ronconi/Mariangela Gualtieri, Yasmeen Godder. Lavora come interprete per Ariella Vidach, Virgilio Sieni, Daniel Abreu, Matanicola, Giulio D’Anna, Monica Casadei, Maya Weimberg. Nel 2009 è co-fondatrice e performer della compagnia di danza Fattoria Vittadini. Nel 2014 è co-coreografa e danza in IN-Quiete, Finale Premio Equilibrio (Direzione Sidi Larbi). Alla ricerca di versatilità e interesse per la contaminazione nelle arti performative.

Vincenzo Zampa

Attore diplomato nel 2008 alla Scuola del Teatro Stabile di Genova, lavora in teatro diretto da Anna Laura Messeri, Paolo Rossi, Elio De Capitani, Ferdinando Bruni Giorgio Scaramuzzino, Francesco Carofiglio. Nel 2011 vince il premio UBU attore under 30 per lo spettacolo “The History Boys” di Alan Bennet. Debutta al cinema nel 2011 con il film di Carlo “L’ultima sfilata”. L’anno dopo è diretto da Daniele Vicari in “Diaz” e recentemente da Gabriele Salvatores per “Il ragazzo invisibile”. Si occupa di curare allestimenti e regie.

Aureliano Delisi

Autore teatrale diplomato nel 2016 alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano e laureato in Lettere all’Università di Bologna con una tesi sulla Gioventù Cannibale ed Aldo Nove. Fondamentali gli incontri con autori come Renato Gabrielli e Davide Carnevali. Ha lavorato presso la casa editrice CUE Press specializzata in testi teatrali e cinematografici. Segue progetti di servizio civile e di volontariato, ha aiutato sui campi della Piana di Gioia Tauro con Libera Terra.


Notturno a sorpresa

TRIEB

con Chiara Ameglio
Estratto in Site Specific per l’altra fedora – Serra de’ Conti (AN)

Coreografia e interpretazione: Chiara Ameglio
Regia e drammaturgia: Chiara Ameglio e Marco Bonadei
Musiche originali: Diego Dioguardi
Realizzazione maschere: Marco Bonadei
Foto: Marcella Foccardi

Lo spettacolo “TRIEB_L’Indagine” nasce da una riflessione sulla mostruosità e da una forte fascinazione per la figura del “mostro”, simbolo di deformità, imperfezione, animalità, malvagità, qualcosa di non omologabile. La parola “monstrum” però significa anche prodigio: un essere eccezionale, straordinario, soprannaturale, unico e legato al divino, dunque inviolabile e sacro. Ecco che compare un’ambivalenza, come in tutti i fatti umani. Dunque perché non fare dell’anomalia uno strumento interpretativo del reale?

Per l’altra fedora a Serra de’ Conti, verrà proposto un focus site specific su uno dei “mostri” scoperti durante il processo di creazione e presenti nello spettacolo in forma intera. Come in uno spinoff cinematografico, si approfondirà la storia di questa singolare creatura mostruosa, dalla fragilità ostentata, una divinità vecchia e stanca, un dio/demone bellissimo mosso da compassione e disumano asservimento, che sembra portare sulle spalle tutte le fatiche del mondo. Ma dov’è la sua tana? La creatura – e le paure che personifica – potrebbe vivere ovunque, più vicino di quanto pensiate, forse proprio dentro di voi… E cosa accade se lo incontriamo? Siamo capaci di amarlo (e amarci) anche nell’imperfezione? “L’obiettivo è quello di assistere a un’esibizione del mostro, un’esaltazione del limite e del difetto, dell’unicità e dell’identità complessa. Si tratta di un invito a creare un’alleanza con i demoni interiori, invece che ignorarli, invece che negarli vedendoli solo fuori: nell’Altro. Integrare non nascondere, vedere non giudicare. Quanto siamo liberi di essere ciò che siamo, così come siamo? Ossessionati dall’aderire a qualcosa di perfetto, non vediamo quanto siamo imperfetti, tutti un po’ mostri, streghe, violenti tiranni, vigliacchi alla vita” (Chiara Ameglio)

Chiara Ameglio

Si veda la bio presente in “A metà della notte”


Ore 23,15

BEATBOX IS MUSIC

con JBeat

Il Beatboxing arriva nel notturno de l’altra fedora. Si tratta di una disciplina e di un elemento appartenente alla cultura HipHop. L’obiettivo è la simulazione di suoni che si propagano nello spazio attraverso le giuste frequenze, creando strutture armoniche, ritmiche e melodiche. L’argomento è indirizzato verso una contemporaneità raffinata ma fruibile, cercando di far convivere la gestualità di vari generi come Hip-hop, Rock, Funk, Musica Elettronica, con la libertà espressiva e l’estemporaneità dell’AcidJazz e LoFi HipHop.

JBeat

Mawushie John Michael è giovane e già riconosciuto nel panorama della beatbox italiana. Ha moltissima esperienza in contesti diversi da Roma a Udine, tra battle, live, showcase, nonché hip hop conference nelle scuole e workshop. Vince battle in continuazione dal 2015 a oggi. Solo per citarne alcune: la BeatboxBattle for RestArt (Imola), la BeatboxBattle TagTeam 2vs2 del BITS Festival a Salerno con Dr.Jack, la BeatboxBattle for “Homepage Festival” a Trieste, fino all’Italian Beatbox Champion 2018 con giudici internazionali e special guest: Pepouni from SwissBeatbox. Infine quella di Parma nel 2019. Ha aperto TecnichePerfette XI e XIII edizione al Mamamia (Senigallia), le serate di Nitro (MacheteMixtape), di Tormento AkaYoshi for HipHopLegacy. È membro Rap Pirata for InokiNess e “AsapUrbanStaff COLORS” fondato da Stritti (AnkoFunk, GroovinBrothers, Knowledgement). Ha all’attivo collaborazioni con Alexinho, Stritti e con musicisti jazz come Emilio Marinelli, Gabriele Pesaresi e Melanie Scholtz. Con quest’ultimi, oltre a esibirsi in moltissime rassegne jazz, ha partecipato al cd “So far from where we began”. Si esibisce in Italia e all’estero con diversi progetti: ThreeFunkyGroov3, Knowledgement, JBeat, Dope3. Ha partecipato a Olimpiadi della Danza with Giovanni Galeazzi AkaBrain from GroovinBrothers, JBeat for SofarSound (Udine), Beatbox Masterclass presso “LunaDance Center”, “Nothing2looz” e “BattleInternational” a Toulouse, Carcassonne.



Dalle 20 in mostra temporanea

BESTIARIO ADRIATICO

Installazione (libro d’artista – tavole)

Seconda tappa in installazione temporanea per il Bestiario Adriatico a l’altra fedora 2019. L’idea di questo libro d’artista nasce nel 2017 in seguito all’incontro tra Veronica Azzinari e Gabriele Geminiani, il quale da circa 10 anni usa passeggiare sulle coste dell’Adriatico, raccogliendo oggetti (per lo più giocattoli) riportati dal mare. Assieme decidono di selezionare un gruppo di oggetti/personaggi che andranno a popolare le tavole di questo libro. Veronica Azzinari opta per una rappresentazione fedele, fotografica, degli oggetti scelti, in modo da rispettarne l’estetica e la carica simbolica acquisita negli anni tra erosioni marine e combustioni. Le tavole interne di “Bestiario Adriatico” sono realizzate in Cianotipia (su carta Magnani). Tutte le 9 tavole sono raccolte all’interno di una Mappa stampata in calcografia e rilievografia su carta Hnehmuhle 120 gr., al centro della quale è riportato un testo in versione originale del XVIII secolo il quale testimonia il ritrovamento di un “mostro marino” sulle coste di Fermo. I testi interni sono stampati in caratteri mobili Narcisio della fonderia Nebiolo. La tiratura è di 30 esemplari firmati e numerati, realizzati presso Opificio della Rosa, nell’inverno 2017/2018. La veste editoriale è frutto di un progetto collaborativo tra i due autori insieme con Umberto Giovannini e Alberto Zannoni.

Gabriele Geminiani

Gabriele Geminiani è nato a Pesaro. Vive e lavora tra Marche, Romagna e la Repubblica di San Marino, muovendosi nei territori dell’arte e dell’editoria. Da decenni è impegnato con perizia tassonomica a raccogliere, accumulare, rubricare oggetti e frammenti di cose smarrite nel tempo e nello spazio, da cui far nascere lievi narrazioni editoriali ed espositive. Quest’ultime per lo più in luoghi sconsacrati e inaccessibili.

Veronica Azzinari

Veronica Azzinari nasce a Milano nel 1986. Si diploma presso “Scuola del Libro” di Urbino e segue il corso di perfezionamento nella sezione di Cinema di Animazione. Dal 2010 inizia un personale percorso attraverso la calcografia e il disegno approcciando alle possibilità a basso impatto ambientale in stretto contatto con Opificio della Rosa. Ha esposto in alcune nelle principali città Italiane e dal 2016 conduce workshop di calcografia che indagano temi legati alla sua ricerca artistica. Attualmente vive e lavora in provincia di Rimini.