L’altra fedora ripensa il connubio tra territorio, imprenditoria e espressione artistica, puntando a far incontrare attraverso la creatività, la dimensione privata delle persone, in particolare il luogo abitato, la propria casa (o l’azienda), e quella pubblica, gli altri.

ProgrammaTRIBU'! IL GIOCO DELLA DEMOCRAZIA

13 Dicembre 2019

Luogo: Casa di via Provvidenza, Serra de’ Conti (AN)

Ore 20 – Apertura Casa, accoglienza e scelta della Tribù di appartenenza
Ore 21 – Inizio degli incontri delle singole Tribù
Ore 21.30 – Convivio (Ospite culinario: assaggi di India-Punjab)
Ore 22.30 – Agorà, vino e orazioni pubbliche dei capitribù, a cui seguiranno discussioni e scelta della visione principale.
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Il gioco è questo: ci sono quattro tribù che vogliono organizzarsi per il potere sociale. Tu puoi scegliere a quale appartenere. Una volta fatta la scelta, ti unirai al tuo gruppo e in uno spazio riservato, il vostro capotribù vi illustrerà la sua visione del mondo.
Poi ci sarà la pausa dai lavori e ci ritroveremo in uno spazio comune per il Convivio.
Finito il momento comunitario di conoscenza, tutti insieme apriremo l’Agorà, spazio in cui ogni capotribù potrà parlare pubblicamente. Noi sostenitori potremo dunque conoscere anche le altre visioni del mondo presenti! Alla fine decideremo! A quale tribù e a quale visione dare spazio per la nostra evoluzione?

Ad aiutarci in questa avventura ci sarà un Grande Saggio di altissimo livello: il docente, critico e filologo Massimo Raffaeli!
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Dunque… SCEGLI LA TUA TRIBU’!

*Cooperazione Scimmia – Marco Bonadei, attore
*Tribù! Tattoo! Tabù! – Zio Willy, tatuatore
*Primitivi del futuro – Giorgio Bartocci, urban artist
*Hikikomori. L’ultima frontiera – Filippo Sabattini, pedagogista e Tatiana Stefani, psicologa




Ecco i nostri capitribù e le loro visioni…


Marco Bonadei, attore

Diplomato nel 2009 alla Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino. Lavora con Elio De Capitani, Ferdinando Bruni, Daniele Salvo, Mauro Avogadro, Marcela Serli, Daniele Pecci, Peppe Barra. Nel 2011, Bonadei vince il premio UBU attore under 30 per lo spettacolo The History Boys di Alan Bennet. Per il grande e piccolo schermo è diretto da Antonello Grimaldi, Francesco Patierno, Monica Vullo e Alexis Sweet. Crea nel 2010 il format teatrale “Il Menu della poesia”. Sviluppa parallelamente lo studio della maschera e della Commedia dell’arte.


Cooperazione Scimmia

La capacità di immaginare ciò che non esiste è il dono più prezioso che caratterizza alcuni tra i primati antropomorfi. L’uomo, individuo alle prese con la propria evoluzione, ne è in possesso.
L’essere umano, padrone dell’immaginazione, ha innanzitutto il primato, come primate, in fatto di cooperazione. Ebbene si, sembra difficile a dirsi di questi tempi, ma l’uomo sa collaborare con i suoi simili, forse proprio grazie a quella dote che gli permette di vedere aldilà dell’osservabile. Costituisce linguaggi e forme comunicative, alfabeti, etiche condivise, idoli, erige templi, crea saldi legami che lo portano a vivere in branchi, talmente strutturati da trasformarsi da tribù in villaggi, in chefferies e addirittura città.
Anche il denaro, dio del sistema capitalistico, altro non è, che una convenzione fondata sulla fiducia globale; diamo oramai per scontato che il denaro piace a tutti e che i nostri prodotti, i nostri sforzi, sia giusto ricambiarli con semplici pezzi di carta stampata o numerini digitalizzati, che da soli non varrebbero niente, sulla schermata dell’app, di questa o quest’altra banca. Il display del nostro cellulare, può raccontarci molto.
Abbiamo il dono del pollice opponibile e continuiamo a usarlo, sempre di più



Zio Willy, tatuatore

Mi chiamo William Del Re, sono figlio di una coppia milanese pazzariella e giramondo che mi ha fatto nascere a Los Angeles (USA) durante un viaggio di un anno attraverso gli Stati Uniti. Al loro ritorno, Milano era diventata invivibile e hanno deciso di emigrare nelle splendide Marche, che oggi posso chiamare fieramente “casa”! Ho imparato prima a disegnare che a scrivere. A 17 anni mi sono innamorato del tatuaggio e mi sono fatto tatuare. Un anno dopo sono partito per l’India con mio padre, per imparare questa misteriosa e magica arte. Da allora, cioè da 27 anni, ogni giorno è come se fosse il primo e quella che era una passione è diventata anche un lavoro. Anzi, oggi la considero anche una missione, che mi porta a girare il mondo (Argentina, Brasile, Giappone, Nuova Zelanda, Cina, Samoa, Messico) alla scoperta di nuove culture e popoli.


Tribù! Tattoo! Tabù!


Tre parole, tre significati non soltanto onomatopeicamente simili, ma con una stessa origine. Indivisibili fra loro e con un significato profondo, ancestrale di una umanità che non esiste più, quello della tribù!
Quando gli uomini e le donne formavano un clan di appartenenza, si sostenevano l’un l’altro, si sentivano fratelli e sorelle, seguendo usi e costumi comuni. L’importante era il gruppo, non l’ego del singolo! Figli della terra che adoravano la loro madre creatrice amandola e rispettandola. Il tatuaggio era una forma per unire ancora di più questa fraternità di gruppo.



Giorgio Bartocci, urban artist

Urban artist italiano di 31 anni, è attivo da oltre dieci anni. Diviso tra urban-art e product-design, esplora il complesso rapporto tra l’uomo e il territorio in cui abita, con frequenti spostamenti in Italia e all’estero per interventi ambientali site-specific. È cresciuto respirando i profumi dei colori e della carta in studio da suo padre. A 12 anni ha iniziato a sperimentare sulle pareti con lo spray, usando il writing come espressione alternativa per rappresentare se stesso. Quella specifica forma artistica usata per comunicare durante le esigenze emotive del periodo adolescenziale, lo ha portato a studiare progettazione grafica e comunicazione visiva all’I.S.I.A. di Urbino. Ha realizzato numerosi progetti di visual-design, esposizioni e live-performance, così come commissioni per enti privati e istituzioni pubbliche. Attualmente vive e lavora a Milano.


Primitivi del futuro

La città è un “corpo sociale”? Chi lo disegna? Chi e quale messaggio? Quali mutazioni vengono fermate? Quali i centri nervosi colpiti? Vorremmo essere tutti lì “quando guardiamo”, dentro l’ alterità che ci cattura. Tensione creativa scaturisce dai costanti input della società contemporanea. Riesci a cogliere l’interazione figurativa tra le complesse strutture urbane e i contesti sociali? Certe opere urbane ricreano una simbolica sintesi delle surreali routine da ‘modernità liquida’ che ci circondano. Opere a tratti astratte – che richiedono uno sguardo decodificatore – in cui personaggi umanoidi a mo’ di ‘primitivi del futuro’ fluttuano in balìa di incontri-scontri fra scenari stratificati e realtà multisfaccettate. Sfumature, sovrapposizioni, sottolivelli, silhouette, segni e sintomi mai casuali. La tensione cui dà forma l’artista è la stessa tensione in cui ognuno ristagna; una tensione creativa che dà i suoi frutti solo grazie a un’iconografia personalissima, evocativa e intima come un desiderio proibito (liberamente tratto da…).



Filippo Sabattini, pedagogista
Tatiana Stefani, psicologa

Entrambi formatori e direttori didattici del Centro Wega Impresa Sociale (comunicazione, relazione, formazione), entrambi si occupano di benessere della persona!
Filippo Sabattini, docente presso l’Università di Urbino, facoltà di Scienze della Formazione, da anni si occupa di comunicazione con Bambini e Adolescenti. Attualmente collabora anche con l’ISTAO – Istituto Adriano Olivetti.

Con Tatiana Stefani collabora poi con l’Associazione di Psicologia Rimbalzo e il Centro Studi e Ricerca Muovinte’.
Psicologa clinica, Tatiana Stefani si occupa di consulenza e formazione professionale con diversi istituti tra cui Ares e Coni ed è anche autrice di approfondimenti didattici rivolti alla prima infanzia con il gruppo editoriale Raffaello.



Hikikomori. L’ultima frontiera



Interferenze emotive. Riprova a connetterti più tardi…

L’ umano evanescente, impalpabile, assente. La carnalità che scompare. Il rito, l’archè, la presenza…Ingoiati, mangiati, divorati, risucchiati. Sei pronto a rinunciare ad ogni interferenza emotiva? Lo hai capito che le relazioni sono un inferno e che finalmente non sono più un inferno necessario? Puoi farne senza? Sarai capace di bastare a te stesso?

News

ANCHE MASSIMO RAFFAELI A “TRIBU’! IL GIOCO DELLA DEMOCRAZIA”


Ad accendere la scintilla nell’Agorà delle tribù, durante la terza serata della rassegna 2019, il 13 Dicembre, a Serra de’ Conti, “Tribù! Il Gioco della Democrazia”, ci sarà anche un Grande Saggio: Massimo Raffaeli !

Massimo Raffaeli

Filologo e critico letterario, Raffaeli scrive di letteratura e di calcio, entrambe passioni della sua vita. Dal 2011, la sua voce si può ascoltare spesso su Rai Radio 3, grazie al programma “Wikiradio” per il quale racconta monografie di scrittori, letterati, artisti. Collabora con diversi quotidiani fra cui Repubblica, il manifesto, La Stampa e con riviste e periodici quali Alias, Lo Straniero, Il caffè illustrato, Nuovi Argomenti, Tuttolibri. Ha curato l’opera di autori italiani (Carlo Betocchi, Alberto Savinio, Massimo Ferretti, Primo Levi) e ha tradotto dal francese Émile Zola, Louis-Ferdinand Céline, René Crevel, Jean Genet, Tony Duvert. La sua produzione, che comprende in buona parte lavori su Franco Fortini e Paolo Volponi, è raccolta in diversi volumi. Fa parte del comitato scientifico de L’ospite ingrato. Nel 2012 vince il Premio Brancati per la saggistica per il suo con Bande à part.

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