chi siamo

CHI SIAMO
Ci occupiamo con passione di teatro, comunicazione, musica, scrittura, graphic design, danza, nella convinzione che cultura e arte in generale siano veicoli di crescita e benessere. Ci siamo ritrovate insieme nel desiderio di dare spazio ai nostri immaginari di Bellezza e Poesia per questo mondo che si nutre troppo spesso di separatezze. Ci siamo chieste come far dialogare la sfera personale, intima, forse più autentica delle persone e quella pubblica, esposta, collettiva. Creando relazione attraverso l’Arte portata in luoghi privati! Ci siamo subito immaginate CASE APERTE in cui sconosciuti potessero incontrarsi come in una piazza e assistere ad accadimenti artistici. Ci siamo immaginate transumanze animiche da un luogo privato all’altro (case, aziende, giardini, orti, ecc…) alla ricerca di Bellezza. E’ nata l’altra fedora, festa-rassegna di immaginari artistici in luoghi privati.

MANIFESTO POETICO
La casa è il luogo intimo e abituale dello stare insieme, uno spazio ben delimitato e protetto in cui si sceglie esattamente con chi, quando, come condividere e sperimentare una dimensione di prossimità. È un luogo disegnato, nella migliore delle ipotesi, a nostra somiglianza, in modo da sentirci completamente accolti nell’essenza e nella verità. Per questo motivo, in un gioco quasi metafisico, esso ci rappresenta. In questo luogo di rappresentazione, non dichiaratamente teatrale ma essenzialmente legato al teatro e all’arte, qualcosa nella consueta dinamica tra artista e fruitore si trasforma. Sotto lo stesso tetto addomesticato, sullo stesso pavimento, alla stessa tavola (perché per l’altra fedora la convivialità è una componente importante), artista e pubblico trascendono idealmente i propri ruoli e diventano soggetti di una medesima esperienza, unica, irripetibile, profonda e intima. In un luogo “altro” rispetto a quelli “istituzionali”, la barriera tra spettatore e attore è rotta. Il contatto è diretto, senza filtri protettivi. Ci si mette in gioco tutti. L’altra fedora sceglie questo tipo e questo spazio di relazione. Portare l’arte della rappresentazione pubblica in una dimensione privata è un atto di fiducia e di contatto senza mezzi termini tra chi partecipa. Significa rendersi conto e accettare che l’accadimento artistico (e non solo quello) dipende anche e fortemente da chi lo guarda e lo vive. Significa disarmarsi consapevolmente alla possibilità del contatto, dell’inatteso, dello stupore di fronte a tutto ciò che, quando ha un valore etico ed estetico insieme, mai ci lascia uguali a come ci ha trovato. 

TERRITORIO
La poetica de l’altra fedora e la sua ricerca di immaginari si nutre di “territorio” e non è un caso che il progetto sia nato a Serra de’ Conti (Marche – AN). Vi è infatti qualcosa di affascinante e indicibile, una bellezza inafferrabile come l’acqua che scorre nascosta, plasmando le due valli fluviali tra cui poggia il paese: quella dell’Esino e quella del Misa. Contrasti che trovano armonia. Da una parte l’Esino del Verdicchio, dall’altra il Misa di colture antiche. Da una parte il vento che arriva e torna dal mare, dall’altra quello che spazza e raccoglie le storie dei guardiani montani: il Murano, lo Strega, il Cucco, l’Acuto e le altre vette tangibili all’orizzonte. Da una parte il disegno dell’uomo sulla tela agricola, dall’altra le evoluzioni paesaggistiche naturali lasciate agli esseri selvatici e ai boschi, ma anche alle imprese. Per svelare il segreto di queste armonie che s’appellano all’anima, servirebbe forse uno studio delle auree proporzioni. Su queste alture lievi si aprono stupori vasti e leopardiani che t’accompagnano lungo la strada fino al centro storico di Serra de’ Conti. In primavera, sono le rondini e i balestrucci a risuonare. In estate le cicale adriatiche. Qui, a soli 216 metri sul livello del mare, si ha l’impressione di stare molto più in alto e in certe giornate, la coperta del cielo si fa così vicina da sentirne il fruscio sulle zolle. Qui, a 26 km verso l’interno dalla costa di Senigallia, se si chiudono gli occhi e si inspira a fondo, si sente il profumo della brezza marina. La poetica de l’altra fedora nasce e si alimenta dei protagonisti di questo territorio: il Misa (fiume quasi nascosto ai forestieri e sempre presente nei ricordi serrani); chiese, tabernacoli mariani, conventi, il monastero delle clarisse di santa Maria Maddalena; le storiche aziende di scarpe e accessori; la inebriante Visciola e gli altri ottimi vini di rinomate cantine che viaggiano il mondo; la cicerchia ritrovata; i gelsi e le vecchie cascine da baco; la vecchia Fornace di mattoni riconvertita al gusto; le linee partigiane, i sentieri e le case rurali; gli outlet di firme prestigiose; una miriade di storie e personaggi. 


NOI QUATTRO
Paula Carbini
Curiosa e appassionata di Teatro, qualunque sia l’avventura in cui si lancia (spettacoli, progetti educativi, imprese culturali, impegni scolastici, viaggi), porta con sé due cose: la riflessione artistica e il legame profondo con il suo territorio di origine, Serra de’ Conti, che considera dolce e amaro. Ha firmato regie e co-regie teatrali per molti anni, collaborando con fantastici professionisti e istituzioni. Nei suoi lavori mira a indagare la relazione tra espressione artistica, radici e quieora, cercando di coinvolgere in particolare i giovani, dei quali cerca di valorizzare i talenti spesso inconsapevoli. L’attenzione ai giovani si esprime anche in ambito scolastico, dove lavora da molti anni come docente di sostegno (anche se tutti la conoscono come “la prof di teatro”) e dove promuove con passione progetti e rassegne teatrali. È presidente dell’ Associazione culturale e teatrale Tivittori di Serra de’ Conti il cui spazio ExFrantoio è sede CAG da alcuni anni e promotrice di progetti e reti tra soggetti culturali diversi; è co-ideatrice del Festival Nottenera e de l’altra fedora , il suo più recente viaggio onirico. In questi viaggi non è mai da sola, “altrimenti – dice – potrei combinare qualcosa di irreparabile!!!”. 

Claudia Gioia Gentili
Operatrice culturale e di teatro sociale, canta in diverse formazioni di repertorio popolare, si dedica alla scrittura, alla musica, al teatro, alla danza popolare. Propone letture espressive per l’infanzia e reading musicali. Conduce laboratori espressivi e laboratori di danze popolari e di ispirazione folklorica internazionale con adulti e bambini, anche nelle scuole. Di famiglia multiculturale, è laureata cum laude in Lingue e Letterature Straniere Moderne (borsa di studio Erasmus in Olanda) e ha lavorato in ambito giornalistico. Ha pubblicato il romanzo Ballata Beirut (ed. Gwynplaine, 2009) e alcune poesie.

Chiara Pierucci
Graphic, paper e product designer, dopo anni di studi, lavori e vagabondaggi decide di rientrare nella sua amata terra natale e fonda KEI KEI STUDIO, luogo di incontro tra comunicazione visiva, esperienze sensoriali fatte di carta e tessuti e collaboratori incredibili. Per prepararsi a questa fantastica esperienza, negli anni passati Chiara si è sempre occupata di direzione creativa e progettazione in alcune grandi aziende. L’ascolto, l’osservazione e la curiosità sono gli strumenti che l’hanno guidata in tutti i progetti. 

Valentina Pucci
Valentina Pucci è una libera professionista fanese, si occupa di social media marketing e cura progetti di comunicazione per piccoli imprenditori e liberi professionisti.