manifesto

MANIFESTO POETICO

Pensieri Fedoriani

La casa è il luogo intimo e abituale dello stare insieme, uno spazio ben delimitato e protetto in cui si sceglie esattamente con chi, quando, come condividere e sperimentare una dimensione di prossimità. È un luogo disegnato, nella migliore delle ipotesi, a nostra somiglianza, in modo da sentirci completamente accolti nell’essenza e nella verità. Per questo motivo, in un gioco quasi metafisico, esso ci rappresenta. In questo luogo di rappresentazione, non dichiaratamente teatrale ma essenzialmente legato al teatro e all’arte, qualcosa nella consueta dinamica tra artista e fruitore si trasforma. Sotto lo stesso tetto addomesticato, sullo stesso pavimento, alla stessa tavola (perché per l’altra fedora la convivialità è una componente importante), artista e pubblico trascendono idealmente i propri ruoli e diventano soggetti di una medesima esperienza, unica, irripetibile, profonda e intima. In un luogo “altro” rispetto a quelli “istituzionali”, la barriera tra spettatore e attore è rotta. Il contatto è diretto, senza filtri protettivi. Ci si mette in gioco tutti. L’altra fedora sceglie questo tipo e questo spazio di relazione. Portare l’arte della rappresentazione pubblica in una dimensione privata è un atto di fiducia e di contatto senza mezzi termini tra chi partecipa. Significa rendersi conto e accettare che l’accadimento artistico (e non solo quello) dipende anche e fortemente da chi lo guarda e lo vive. Significa disarmarsi consapevolmente alla possibilità del contatto, dell’inatteso, dello stupore di fronte a tutto ciò che, quando ha un valore etico ed estetico insieme, mai ci lascia uguali a come ci ha trovato.