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TERRITORIO

C’è qualcosa di affascinante e indicibile nel territorio in cui è nata l’altra fedora, festa degli immaginari possibili, festival diffuso tra i giardini privati che s’aprono al pubblico. C’è una bellezza inafferrabile come l’acqua che scorre plasmando le due valli fluviali tra cui poggia Serra de’ Conti: quella dell’Esino e quella del Misa.
Da una parte l’Esino del Verdicchio, dall’altra il Misa di colture antiche.
Da una parte il vento che arriva e torna dal mare, dall’altra quello che spazza e raccoglie le storie dei guardiani montani: il Murano, lo Strega, il Cucco, l’Acuto e le altre vette tangibili all’orizzonte.
Da una parte il disegno dell’uomo sulla tela agricola e pastorale, dall’altra le evoluzioni paesaggistiche naturali e selvatiche lasciate a cervi, cinghiali, rapaci, piccoli mammiferi, lupi e boschi.

Per svelare il segreto di queste armonie paesaggistiche che s’appellano all’anima, servirebbe forse uno studio delle auree proporzioni.
Su queste alture lievi si aprono stupori vasti e leopardiani che t’accompagnano lungo la strada fino al centro storico di Serra de’ Conti. In primavera, sono le rondini e i balestrucci ad accoglierti lungo le vie e i sentieri. In estate le cicale adriatiche, i campi che esplodono di girasoli e altre colture orgogliose.
Qui, pur trovandoci a soli 216 metri sul livello del mare, si ha l’impressione di stare molto più in alto e in certe giornate, la coperta del cielo, qualunque sia il suo umore, si fa così vicina da sentirne il fruscio sulle zolle. Qui, a 26 km verso l’interno dalla costa di Senigallia, se si chiudono gli occhi e si inspira a fondo, si sente il profumo della brezza marina.

La poetica de l’altra fedora festival e la sua ricerca di immaginari possibili (come di giardini da svelare), si nutre di questo.
Nasce e si alimenta dai protagonisti di questo territorio: il Misa (fiume che in questo tratto sembra quasi timido, ma non manca mai nei ricordi e nei racconti dei serrani); il monastero di santa Maria Maddalena e le sue clarisse; le storiche aziende di scarpe e accessori; la inebriante Visciola; la cicerchia ritrovata; i gelsi e le vecchie cascine da baco; l’ottimo vino di rinomate Cantine; la vecchia Fornace di mattoni oggi riconvertita; le linee partigiane; i sentieri e le case rurali; gli outlet di firme prestigiose; una miriade di storie di paese anche fantastiche e di personaggi.
Poi c’è la miriade di conventi e chiesette, delicatamente integrata nel tessuto del borgo e nei dintorni.
La fissità monastica dell’ora et labora quotidiano lasciato in eredità da secoli di religiosi e religiose qui installate, oggi fa da solido sfondo a un fermento di attività vivaci: associazioni teatrali e circo, danza internazionale e Junior band, progetti regionali e internazionali, scrittori, tantissimi musicisti, artigiani, poesia, ambiente, land art, coltivazioni antiche e festival come l’altra fedora.

Padrona di casa è una bellezza sobria e potente che ammalia e invita a ritornare.
Siete le benvenute e i benvenuti a Serra de’ Conti e a l’altra fedora, festa degli immaginari possibili.

news

news #6 settembre 2018

STAGE “Il SIMBOLISMO DEI TAROCCHI”
Tecniche di lettura e divinazione
stage a cura di Andrea Vitali
20 e 21 ottobre 2018
Serra de’ Conti (AN)

Il festival “l’altra fedora” prosegue sulla “via dei tarocchi”! Riaccogliamo il professor Andrea Vitali dell’associazione Le Tarot, per uno stage di due giorni, in cui sarà possibile avvicinarsi all’universo simbolico dei Tarocchi con un approccio storico-culturale e un metodo di lettura essenziale e coerente perfezionato in oltre trent’anni di studi sull’argomento.

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chi siamo

CHI SIAMO

L’altra fedora è nata da un incontro fra donne. È capitato così, con naturalezza. Domani chissà…
Ci siamo ritrovate insieme nel desiderio di dare spazio al nostro immaginario di Bellezza e Poesia, di costruire qualcosa che rimettesse in comunicazione la sfera intima e personale con quella collettiva e condivisa. Avevamo bisogno di far incontrare quella speciale qualità di relazione che si attiva con le poche persone care che ognuno di noi sceglie, a quella speciale qualità di presenza che sorge nell’esperienza artistica individuale. Bisogno di moltiplicare le visioni poetiche e le occasioni di contatto, apertura all’Altro, gentilezza, reciprocità, meraviglia, fiducia.  

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manifesto

MANIFESTO POETICO

Pensieri Fedoriani

La casa è il luogo intimo e abituale dello stare insieme.
Il confine di una casa è un luogo limitato dove si sperimenta la dimensione della prossimità.
In un luogo non teatrale si rompe la barriera tra lo spettatore e l’attore.

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