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15 luglio 2017 l’ILLUSIONE

ARTISTI

dal tramonto…

SHAPING HUMANS

Performance site specific a seguito della residenza del Collettivo dal 7 al 15 luglio

RODADANZA è un collettivo composto da giovani artisti e Compagnie di danza provenienti da Spagna, Italia e Belgio. Il progetto nasce dal desiderio di promuovere spettacoli di piccolo formato e breve durata. Il collettivo accoglie chi si occupa della divulgazione della Danza e dell’arte in generale dove tutti sono interessati a creare una rete di appoggio al lavoro indipendente dei giovani artisti e delle compagnie emergenti. La forza e la bellezza di RODADANZA risiede nel mettere insieme le diversità di linguaggi e punti di vista che offre ogni artista, consideriamo l’atto artistico qualcosa che va oltre la forma, è un grande momento di confronto e condivisione dei differenti processi creativi che crea un dialogo tra noi e il pubblico.

Componenti presenti al Festival
Alba Vergne López Danzatrice/Coreografa/Attrice/Burattinaia/Insegnante
Anna Resta Danzatrice/Insegnante/Coreografa/Autrice/Danza Movimento Terapeuta
Sebastián Merlin Musicista/Compositore/Produttore
Júlia Aragonés Danzatrice/Coreografa/Attrice/Burattinaia/Insegnante
Marina Lleddó Cantante/Attrice/Compositrice/Insegnante

Mixing Arts, Shaping Humans

Workshop multidisciplinare co-condotto dai componenti del collettivo Roda Danza.

Riprendendo e riflettendo sui temi portanti dell’edizione 2017 del Festival (distopia, racconto, illusione), i partecipanti intraprenderanno un breve percorso di esplorazione tra reale e irreale, utilizzando gli strumenti delle Arti: movimento, gesto, danza, teatro, voce. Questa occasione sarà concepita come uno spazio di scoperta collettiva, un tempo dedicato alla curiosità e al gioco. Ogni partecipante, condividendo spunti e punti di vista, avrà l’opportunità di costruire una nuova mappa per il mondo contemporaneo, arricchendolo di nuove visioni dell’essere umano artistico.


“H-Ortus” – Frammenti

Frammenti del Laboratorio permanente di Scrittura Coreografica a cura di Anna Resta

con: Lucia Gerini, Maria Iaquaniello, Marta Magini, Jessica Marianelli, Pier Paolo Vernuccio

Il Laboratorio di Scrittura Coreografica condotto da Anna Resta all’Ex Frantoio di Serra de’ Conti, in collaborazione con l’Associazione Tivittori e Namenoname, nasce come spazio aperto di ascolto e condivisione tra artisti di diverse discipline; la Scrittura Coreografica diventa un lavoro di “coltivazione multidisciplinare” in senso emotivo, estetico e simbolico.

Nel primo “orto creativo”, partito nell’autunno del 2016, i partecipanti hanno lasciato emergere sensazioni e riflessioni, sono nate memorie nutrite di gesti scavati tra immagini e parole. Le scritture coreografiche generate da questo processo creativo sono andate in scena a maggio 2017 e tornano a mostrarsi nell’evento collettivo e pubblico de “l’altra fedora”, dando vita a uno spazio e un tempo per camminare insieme all’interno di “quest’orto dei pensieri”.


Noemi Villani in Suenan todas las cosas

Noemi Villani (mezzo soprano)

Iscritta al “Conservatorio G.B. Pergolesi” di Fermo nella classe di Musica Vocale da Camera sotto la guida del M° Elisabetta Lombardi, ha iniziato gli studi del canto con il baritono Alessandro Battiato. Nella sua carriera artistica ha preso parte a diversi concerti cameristici, lirici e di musica sacra, come il Gloria Rv 589 di A. Vivaldi ed il Requiem di N. Jommelli. Ha debuttato i ruoli di Madama Rosa del Campanello dello Speziale di G. Donizetti (Teatro Lauro Rossi di Macerata), Zita del Gianni Schicchi di G. Puccini (Giardini di Villa Mordini in Castelfidardo), Cristina nei Pazzi per progetto di G. Donizetti (Comune di Castelfidardo) ed Olga ne La vedova allegra di F. Lehar (Comune di Castelfidardo). Ha preso parte a convegni di riscoperte musicali come “I F.lli Alessandro e Fabio Costantini di Staffolo” eseguendo loro composizioni.

Suenan todas las cosas

Federico Garcìa Lorca prima di essere poeta fu un musicista che impresse nelle sue melodie una terra, un popolo vibrante, emozioni e colori. Dopo anni di ricerca tra canzonieri e melodie tramandate raccoglie queste composizioni nell’opera “Canciones populares españolas”. Parole e musica rappresentano così il volto autentico della Spagna dei primi del ‘900 che porta con se la tradizione del cante jondo e della tradizione orale. Folklore, musica e poesia saranno concentrati in piccoli interventi di grande intensità musicale dove sarete trasportati in luoghi sconosciuti ma tuttavia intimi e magici.

Lo que fascina es el sonido. Podría decirse que suenan todas las cosas […] Que suena la luz, que suena el color, que suenan las formas” (F.Garcia Lorca, Impresiones y paisajes 1918).

 


Romina Antonelli in Dissociata. One woman show

Romina Antonelli

Si diploma alla Scuola del Teatro Stabile delle Marche e inizia subito a calcare le scene con la compagnia di teatro comico demenziale Teatro del Trabattello e poi nel San Costanzo Show.
Con Clementina Scudiero fonda il duo Le Perfide con cui raggiunge la notorietà televisiva grazie alla selezione per “Zelig Off” su Italia Uno e “Quanto Manca” su Rai2.
Nell’ultimo anno è in scena con Oscar Genovese in “Alfio & Mara”, coppia di chef nonsense e con “Dissociata. One man woman show”. È autrice e interprete dei suoi spettacoli, direttrice artistica di ScenaFranca, rassegna di teatro contemporaneo a Montecosaro. Si è formata e ha lavorato con diversi professionisti del teatro italiano e internazionale, tra cui Edoardo Erba, Giorgio Barberio Corsetti, Francesco Niccolini, Rosetta Martellini. Ha lavorato in produzioni di Teatro del Canguro, Teatro Stabile delle Marche e Amat.

Dissociata. One man woman show

In scena solo uno sgabello e una donna che alterna ricordi d’infanzia, passioni giovanili, ossessioni quotidiane, idee e ideali. Nella protagonista convivono almeno quattro o cinque identità e allora, si chiede, come sarebbe stato dare più corpo all’una anziché all’altra? Tra heavy metal e bossanova, rose e stati di ebrezza, tennis, zuppe di orzo e tentativi di tango, l’interezza è lontana. Questo spassoso monologo, scritto e interpretato da Romina Antonelli, è dedicato alla fatica di tenere insieme tutti gli aspetti di noi in conflitto palese o sotterraneo: maschile e femminile, guerriero e pacifista, carnivoro e vegano. Un monologo senza personaggi, senza maschere, senza tormentoni, incidentalmente comico, abbondantemente fisico.


Traballo in concerto (festa a ballo)

Traballo

Coinvolgente folk popolare da danzare a suon di organetto, flauti, chitarra, voci e tamburello!
Il gruppo nasce nel 2008 dall’unione di musicisti e appassionati della musica tradizionale. Il loro repertorio è incentrato soprattutto sulla musica popolare e tradizionale marchigiana: canti e balli senza tempo appresi direttamente dagli anziani, autentici testimoni delle tradizioni. Il saltarello, la castellana, il cantamaggio, la pasquella, il pirulì, la quadriglia, la paroncina, sono solo alcune delle danze e dei canti che il gruppo ripropone nelle varie versioni raccolte in anni di ricerca nel territorio marchigiano. Il repertorio si allarga poi a musiche e danze di altre terre, passando dai saltarelli marchigiani alle tammurriate napoletane, dai balli delle valli occitane alle pizziche salentine fino a valicare le Alpi per riproporre danze francesi ed europee del repertorio bal folk. Il gruppo si è esibito in Italia e in Europa partecipando a numerosi festival internazionali (Andanças, Entrudanças, Le Grand Bal de L’Europe, Festib’Alzen, Boulegan a L’Ostal, C.A.T., IsolaFolk, Capodanze, Amantica, Zingarìa…) e ha collaborato con numerose associazioni e gruppi musicali, ampliando le sue conoscenze su tradizioni etnocoreutiche.

I componenti:
Gianni Donnini (organetto)
Danilo Donninelli (percussioni, voce, violone)
Alessandro Piccioni (flauti, whistles, gaita galiziana)
Alfio Vernuccio (chitarra, mandolino)
Claudia Gentili (voce)
Margherita Valli (voce, tamburi)

Concerto – Festa a ballo sull’aia (marchigiano e balfolk)

Perché un momento di musica popolare in una serata che esplora il tema della Illusione?
Che la musica popolare sia vecchia e fuori luogo, che la linfa di quell’umanità agricola ancora accordata a ritmi naturali sia ormai esaurita, è un’illusione. Perché ogni volta che la si suona, che le si ridà voce, spazio e ascolto, si mostra viva, talmente viva da diventare contagiosamente vitale. Talmente viva da far breccia nei corpi atrofizzati dall’agire urbano, inconsapevole, digitale e risvegliarli alla spontaneità. La lingua piatta della chat lascia posto alla ricchezza simbolica di un linguaggio universale. Il social lascia posto alla comunità che danza. L’illusione lascia posto all’incanto di una partitura storica che diventa mito e archetipo.
Suonano i piedi che battono la terra; suonano mani che tanto sanno. Le stesse mani che in occasioni festose come questa, si allungano e tendono verso altre mani rinnovando il rito dell’incontro, dando vita a cerchi sorridenti in cui sentirsi compresi e salvati.
In questa musica si ravviva l’eterno rito della gioia umana al richiamo di voci, corde, tamburi.  


foto: Daniele Silvi

1 luglio 2017 la DISTOPIA

ARTISTI

Numero Cromatico in RITRATTO ATIPICO

Numero Cromatico

Centro di ricerca sulla relazione tra arte e scienza fondato a Roma nel 2011, Numero Cromatico è formato da ricercatori provenienti da diverse discipline. Le ricerche si articolano in ambiti quali arte, neuroscienze, estetica sperimentale, psicologia dell’arte, comunicazione visiva. Il suo obiettivo è di svolgere attività di ricerca scientifica in ambito artistico; aprire un dibattito sugli attuali limiti e sulle prospettive dell’arte contemporanea; produrre teorie e opere su basi sperimentali; stimolare il pensiero critico attraverso pubblicazioni, laboratori, progetti di ricerca, performance, eventi, conferenze, opere e mostre. Ne fanno parte Salvatore Gaetano Chiarella, Manuel Focareta, Dionigi Mattia Gagliardi, Danilo Innocenti, Marco Marini, Japoco Natoli, Luna Sarti, Giulia Torromino.

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8 luglio 2017 il RACCONTO

ARTISTI

dal tramonto…

Vincenzo Costantino Cinaski in Parole d’Altrove

Vincenzo Costantino Cinaski

Il nome di Vincenzo Costantino Cinaski, poeta-bardo, è legato alla letteratura italiana underground, a quella che si fa nelle piccole case editrici indipendenti e a quella che diventa performance.
Esce dai sotterranei e si presenta al grande pubblico con il reading tributo a John Fante (“Accaniti nell’accolita”) realizzato assieme a Vinicio Capossela, cantautore con cui pubblica poi nel 2009 per la Feltrinelli, il libro dal titolo In clandestinità – Mr Pall incontra Mr Mall.
Gira l’Italia con letture musicali affiancato da diversi artisti tra cui il già citato Capossela, Folco Orselli, Francesco Arcuri. Bar, osterie, piccoli e grandi festival, teatri off o mainstream, persino la triennale di Milano (2011), sono i luoghi dove ha portato la sua “poesia vestita di musica”.
Nel 2010 esce per Marcos y Marcos la prima raccolta poetica ufficiale dal titolo Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare.
Nel 2012 esce autoprodotto il suo primo disco di poesie musicate, con la complicità di Gibilterra e la produzione artistica di Francesco Arcuri.

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