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8 luglio 2017 il RACCONTO

ARTISTI

dal tramonto…

Vincenzo Costantino Cinaski in Parole d’Altrove

Vincenzo Costantino Cinaski

Il nome di Vincenzo Costantino Cinaski, poeta-bardo, è legato alla letteratura italiana underground, a quella che si fa nelle piccole case editrici indipendenti e a quella che diventa performance.
Esce dai sotterranei e si presenta al grande pubblico con il reading tributo a John Fante (“Accaniti nell’accolita”) realizzato assieme a Vinicio Capossela, cantautore con cui pubblica poi nel 2009 per la Feltrinelli, il libro dal titolo In clandestinità – Mr Pall incontra Mr Mall.
Gira l’Italia con letture musicali affiancato da diversi artisti tra cui il già citato Capossela, Folco Orselli, Francesco Arcuri. Bar, osterie, piccoli e grandi festival, teatri off o mainstream, persino la triennale di Milano (2011), sono i luoghi dove ha portato la sua “poesia vestita di musica”.
Nel 2010 esce per Marcos y Marcos la prima raccolta poetica ufficiale dal titolo Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare.
Nel 2012 esce autoprodotto il suo primo disco di poesie musicate, con la complicità di Gibilterra e la produzione artistica di Francesco Arcuri.

Parole d’Altrove

Un incontro informale, all’ombra di un bicchiere di vino…Verremo raggiunti da parole in regalo per regalarci poesia all’istante. Non si improvvisa niente, si viene raggiunti, pochi alla volta, uno per uno. Il poeta Bardo Vincenzo Costantino ci mette quel poco che sente e il contrario di quel poco che sente per scrivere all’istante, a mano su piccola tela, una poesia nata dal vostro incontro.
Lo scritto resterà di proprietà degli intervenuti, per sempre, e non verrà mai edito. Sarà solo vostro, che voi l’avete scritta. Se l’amore non è eterno, la poesia sì.


SECRET GARDEN

di Alessandra Calò
un progetto di Sponge ArteContemporanea
8 luglio / 15 luglio 2017
Opening / Presentazione 8 luglio ore 20,45
A seguito dell’opening e della presentazione, ogni 20 minuti potranno accedere 5 persone. Necessaria prenotazione. L’installazione sarà poi visitabile fino al 15 luglio su appuntamento.

Alessandra Calò

Alessandra Calò crea opere al confine tra fotografia e arte contemporanea. Grazie all’utilizzo di antiche tecniche di stampa, reinterpreta materiali preesistenti e si avvale della tecnica per un recupero memoriale. Le sue opere scavano nel passato per tentare un dialogo col presente, un tempo in cui tutti hanno la possibilità di esistere nella forma di esseri senzienti, fantasmi o prefigurazioni. Tra i suoi progetti installativi ricordiamo: NDT – omaggio alla conservazione dell’immagine e agli album di famiglia – Vite senza Fine – allegoria sul tema del lavoro e indagine documentaria sugli operai delle Officine Meccaniche Reggiane – Fotoscopia – particolare interpretazione dei 50 anni dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia – Secret Garden, intreccio di fotografia, botanica e letteratura per trattare il tema della riscoperta del se. Le sue installazioni sono pubblicate su importanti testate giornalistiche (Marie Claire Maison, Elle decoration UK, Left, Vogue, L’Espresso, TuStyle, Tableau) ed esposte in festival e fiere internazionali (Fotofever, Art the Hague, Les Rencontres d’Arles, la Nuit de la PhotographieContemporaine, Huntenkunst, Fotografia Europea, Printemps Photographique). Vive a Reggio Emilia, dove alterna l’attività artistica a quella di fotografa freelance.

SECRET GARDEN

Secret Garden è un’opera installativa che attua un recupero memoriale attraverso la reinterpretazione di materiali d’archivio del secolo scorso. Alessandra Calò (Taranto, 1977) richiama in vita alcune protagoniste di ritratti fotografici, il cui ricordo è in parte sopravvissuto attraverso lastre negative. Ciascuna di queste “rinascite” è rappresentata da un giardino segreto racchiuso dentro a una scatola nera: un paesaggio interiore che si nasconde a prima vista, ma che può essere scoperto da chi è capace di guardare oltre la trasparenza. L’opera, rappresenta un tributo alle antiche tecniche di stampa fotografica e restituisce tridimensionalità ai soggetti fotografati, arrivati a noi senza ulteriori dettagli sulla vicenda biografica. Le donne di Secret Garden recuperano un nome e un’avventura, liberamente ispirata, grazie alla fantasia di alcune scrittrici, cantanti o performer, invitate a costruire piccole perle narrative dal fascino novecentesco. Ogni racconto socchiuso nel cassetto è un diario personale quasi nascosto per pudore: nell’accostarsi all’opera, lo spettatore può sbirciare dentro all’intimità di queste donne, può leggere frammenti di un’esistenza di gioie e dolori, seguire i fili individuali intrecciati a un percorso collettivo verso una maggiore libertà ed emancipazione.

Facendo leva su simbologie universali, quali la donna, il giardino e il racconto, Secret Garden mette in atto un risveglio, una sorta di innamoramento che innesca un processo di vera e propria messa a fuoco interiore. Nel mistero di un negativo, queste figure femminili venute da un mondo antico ritrovano la propria storia.

Le autrici dei racconti di Secret Garden: Abir Soleiman, Alessandra Sarchi, Andreina Bertelli, Angela Baraldi, Antonella Bukovaz, Antonia Monticelli, Beatrice Baruffini, Benedetta Valdesalici, Christiane Courbon, Daniela Brogi, Elena Codeluppi, Emmanuela Carbè, Faezeh Mardani, Flavia Fedele, Francesca Amati, Francesca Genti, Francesca Romana Stabile, Irene Russo, Isabelle Preuilh, Laura Pugno, Letizia Cesarini, Klaus Miser, Linda Ovena, Mara Redeghieri, Mari Accardi, MariaGrazia Guidetti, MariaTeresa Grillo, Melissa Magnani, Oriana Mariotti, Rossella Bianchi, Silvia La Ferrara, Silvia Salvagnini, Tiziana Frosali, Ughetta Lacatena, Veronica Costanza Ward, Violeta Medina.


Teatro Forsennato e Quinta Parete in SONO TUTTI MIO CUGINO

Teatro forsennato

Il gruppo teatrale Teatro Forsennato nasce nel 1999 a Roma e entra subito a far parte del Consorzio Ubusettete, attivo nella scena indipendente. Ne fanno parte Dario Aggioli (autore, regista e anche direttore artistico), Omar Scala, Elisa Carucci, Diana Cagnizi e Daniele Giuliani. Dal 2011 al 2015 ha fatto parte della compagnia anche Andrea Cosentino. Il lavoro di ricerca di questo gruppo, che concepisce il teatro come evento performativo, è da sempre basato sull’uso dell’improvvisazione su canovaccio, sulla contaminazione tra linguaggi diversi e sullo spettatore come parte integrante dello spettacolo. Tantissime le produzioni spesso selezionate e premiate in contesti di riferimento come il Premio Scenario, Tuttoteatro.com, Giovani realtà del teatro, ecc… Tra queste Sisifo è in pausa caffè; San Giorgio, il Drago; Le voci di fuori; Gli ebrei sono matti. La nuova produzione ospite a L’Altra Fedora si intitola “Sono tutti mio cugino”, coprodotto con l’Associazione Culturale Quinta Parete di Reggio Emilia.

Quinta Parete

L’Associazione Quinta Parete nasce nel 2006, portando avanti l’idea del teatro come strumento di cambiamento personale, sociale e civile. Suo fondatore e direttore è Enrico Lombardi. Oltre a produzione e organizzazione / spettacolo dal vivo, l’associazione si impegna organizzazione di eventi in collaborazione con enti e altre realtà teatrali italiane, nonché in progetti di formazione in ambito scolastico e non. Tra le collaborazioni e le coproduzioni di Lombardi ci sono: “Sono tutti mio cugino” realizzato insieme a Dario Aggioli, coproduzione Teatro Forsennato di Roma; “Amico di Pezza” (teatro ragazzi dai 3 ai 7 anni), “Uscio e Bottega” e “Civico 8” insieme a Francesca Giaconi, coproduzione Centro Culturale Il Funaro di Pistoia.

Sono tutti mio cugino

L’unico telefono di Corneto, piccolo paese dell’Appennino emiliano, stava in una casa dove non mancavano mai due fette di salame e un bicchiere di lambrusco per i passanti. Una casa con 12 figli, una casa di lavoratori, una casa che era una famiglia, in un paese che era una famiglia. Se qualcuno doveva fare o ricevere una telefonata andava lì, in quella casa. Ora qualcosa si è perso, ma ciò che rimane è la Festa dell’Agricoltura che ogni anno richiama i componenti delle famiglie che se ne sono andate. Tutti tornano e insieme lavorano per costruire il passato. Una festa, una casa, un paese in cui ovunque ti giri “Sono Tutti Mio Cugino”.


Candida Ventura in FRATTAGLIE-Indagine sull’incompiuto

Candida Ventura

Cresciuta in un piccolo centro nella provincia di Roma, manifestò sin dai primi anni una certa curiosità, rivolta soprattutto alle cose che gli adulti non vogliono rivelare e che, puntualmente, scopriva di aver indovinato. Provava una grande passione per la musica, il disegno, i panorami e i dettagli. Vagabonda e contemplativa, ne prese di santa ragione tutte le volte che, dopo essersi avventurata chissà dove senza avviso proferire, ricompariva zitta zitta che già faceva scuro.

Fu scolara insofferente e negligente, specie nell’adolescenza: comprese che l’arte avrebbe salvato sé stessa e tutto il mondo dall’amarezza della contingenza. Intraprese, conclusa l’agonizzante carriera al liceo classico, un entusiasmante percorso accademico nello studio di alcune tecniche teatrali di recitazione, scrittura e regia. Ma non bastò. Si dedicò in seguito, come tutt’ora fa, allo studio e alla pratica della danza contemporanea e della danza sensibile incarnando, così, il suo amore per la musica; non paga, ha ruzzolato tra tanti mestieri, c’è da dire; ha incontrato e abbracciato l’ayurveda e lo yoga, mantenendo la promessa d’amore fatta alla vita. Ma non basta. Candida, oggi, non sa proprio un bel niente e ha l’impressione di aver sinora raffazzonato ciottoli, foglie e gomme da masticare lungo le strade.

FRATTAGLIE-Indagine sull’incompiuto

Un Prologo, tre Episodi, un Epilogo. In una dimensione di veri o falsi allarmi, memorie, intenti si sviluppano azioni, scevre da linearità e temporalità. Qualche riferimento concreto, a testimoniare che il magma immaginifico attinge dal solido iperuranio della quotidianità, ma esige poi la sua Anarchia. Feroce, beffarda, sentimentale. Umana.
Verso quali orizzonti ci spinge la nostra incompiutezza?
Quanti infiniti limiti si sciorinano dal cuore di una visione frattale?
Chissà.
“Frattaglie” è ciò che siamo.
Un invito alla compassione.

 


ConFusionTrio in concerto jazz e fusion

ConFusion Trio

I giovani componenti di questa dinamica formazione marchigiana si incontrano negli anni della scuola e crescono musicalmente tra le aule di Conservatorio e le jam. In poco tempo e con molta gavetta spiccano il volo grazie a originalità, competenza e passione. In particolare li unisce la passione per il jazz, che sotto le loro mani e la loro curiosità, si tinge di influenze musicali diverse, facendoli tendere alla Fusion ma non solo. L’originalità di questo Trio sta infatti nella tensione compositiva aperta a molteplici ascolti, nella ricerca di un linguaggio personale che sia frutto dell’incontro delle tre sonorità e nell’esecuzione live fortemente basata sull’improvvisazione. Pur giovane il Trio è già ben rodato e apprezzato in molti contesti live regionali. Ne fanno parte Leonardo Rosselli al sax, Thomas Lasca alla chitarra e Francesco Candelieri alla batteria. Le attuali composizioni, scritte da Thomas Lasca e Leonardo Rosselli, mirano a evocare in musica – attraverso titoli descrittivi e in primis l’armonia e la melodia – le sensazioni che nascono nei luoghi e nelle situazioni che ci circondano.


foto: Daniele Silvi e Demio

1 luglio 2017 la DISTOPIA

ARTISTI

Numero Cromatico in RITRATTO ATIPICO

Numero Cromatico

Centro di ricerca sulla relazione tra arte e scienza fondato a Roma nel 2011, Numero Cromatico è formato da ricercatori provenienti da diverse discipline. Le ricerche si articolano in ambiti quali arte, neuroscienze, estetica sperimentale, psicologia dell’arte, comunicazione visiva. Il suo obiettivo è di svolgere attività di ricerca scientifica in ambito artistico; aprire un dibattito sugli attuali limiti e sulle prospettive dell’arte contemporanea; produrre teorie e opere su basi sperimentali; stimolare il pensiero critico attraverso pubblicazioni, laboratori, progetti di ricerca, performance, eventi, conferenze, opere e mostre. Ne fanno parte Salvatore Gaetano Chiarella, Manuel Focareta, Dionigi Mattia Gagliardi, Danilo Innocenti, Marco Marini, Japoco Natoli, Luna Sarti, Giulia Torromino.

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15 luglio 2017 l'ILLUSIONE

ARTISTI

dal tramonto…

SHAPING HUMANS

Performance site specific a seguito della residenza del Collettivo dal 7 al 15 luglio

RODADANZA è un collettivo composto da giovani artisti e Compagnie di danza provenienti da Spagna, Italia e Belgio. Il progetto nasce dal desiderio di promuovere spettacoli di piccolo formato e breve durata. Il collettivo accoglie chi si occupa della divulgazione della Danza e dell’arte in generale dove tutti sono interessati a creare una rete di appoggio al lavoro indipendente dei giovani artisti e delle compagnie emergenti. La forza e la bellezza di RODADANZA risiede nel mettere insieme le diversità di linguaggi e punti di vista che offre ogni artista, consideriamo l’atto artistico qualcosa che va oltre la forma, è un grande momento di confronto e condivisione dei differenti processi creativi che crea un dialogo tra noi e il pubblico.

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